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LA LEZIONE DI WIKILEAKS

Wikileaks ha mostrato anche agli analfabeti informatici la potenza del web. Ovviamente le persone 'antiche', di qualunque simpatia politica, quelle cioè che hanno acquisito potere e spesso anche danaro dal sistema di derivazione ottocentesca, si mostrano 'atterrite' e 'sconcertate', vedono cioè segnali di fine del mond...o. Hanno ragione, un pezzo di mondo sta davvero finendo, come già dissero gli stallieri quando fu inventato il motore a scoppio. L'altra metà del mondo invece salta sui tavoli dalla gioia. I santuari della cultura, della politica e dell'economia sono stati profanati e non certo da ieri, dall'informazione capillare, quella cioè che fornisce dati asciutti in quantità inimmaginabile solo fino a qualche anno fa. I dati, infatti, quando sono a conoscenza di intere moltitudini, hanno il potere di travolgere le opinioni, mostrarle per quello che sono, vale a dire manipolazioni della realtà, che invariabilmente è invece costituita da numeri, immagini, cose e persone. Una vera rivoluzione dunque, con il potere di far 'impazzire' lo zoccolo duro dell'establisement, come ogni rivoluzione del resto.
Ciò che ogni giorno di più risulta 'spendibile' è il dato informativo, quello cioè che oggi può essere verificato in tempo reale, attraverso un semplice schermo sulla propria scrivania. Questo vale nelle professioni, in politica, in economia e finanza. Siamo cioè nel mondo delle 'evidenze', un posto che non lascia spazio alle interpretazioni di 'scuola' e linee di 'condotta'. Ad esempio oggi un medico o un farmacista, ma anche un consulente finanziario o un consigliere politico, hanno finalmente grandi difficoltà ad affermare principi di scuola, di appartenenza o di convenienza, stante che ogni utente può verificare in tempo reale se le evidenze mondiali sono in linea con la 'prescrizione' ottenuta.
Quelli de "il bucato a mano è meglio" hanno continuato a strillare per anni dopo l'invenzione della lavatrice, ma poi si sono zittiti e si sono estinti, ovviamente.

Carlo Anibaldi - 2010

Pubblicato il 29/11/2010 alle 13.32 nella rubrica Diario.

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