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LA SIMBOLOGIA DELLA PASQUA QUEST'ANNO E' TUTTA A L'AQUILA

Rifacendosi alle antiche scritture, nel 325 d.C. il Concilio di Nicea stabilì che la Pasqua cristiana sarebbe stata celebrata la domenica seguente il primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera. Per questa ragione la Pasqua non cade mai lo stesso giorno come il Natale. Alcuni chiamano questo giorno Pasqua di Resurrezione, altri semplicemente Festa della Primavera, poichè in questo periodo, ogni anno dalla notte dei tempi, la Natura risorge e riprende a dare i suoi frutti. Una simbologia talmente radicata fra i Simboli dell'Umanità che di certo i padri della Chiesa non tardarono troppo ad appropriarsene, non primo e non ultimo, giusto circa 300 anni dopo la morte di Cristo.

Comunque sia, oggi è una gran festa per tutti, forse la più bella dell'anno per l'intensità dei simboli connessi. Sarà anche per il mio quarto di sangue abruzzese, in onore di una mia nonna di origini abruzzesi, che ritengo più che appropriato dedicare a l'Aquila e agli aquilani questa giornata, dove ogni simbolo legato a questo giorno sembra parlarci di quella gente.

Solo una guerra devastante e poche altre cose in verità, a questo mondo è in grado di portarti via tutto, ma davvero tutto. Il terremoto è una di queste poche cose, forse la peggiore a causa della repentinità che non lascia il tempo di capire, che sfuma drammaticamente il prima e il dopo.
Una crisi economica, una dittatura, una pestilenza, sono cose che annientano, ma ti lasciano le pietre, i segni del tempo e della continuità; sei comunque nella condizione di comprendere le cose alla base degli equilibri psicologici di esseri viventi così complessi quali siamo. Il centro storico di una città è per la gente di quel posto il segno tangibile di faccende impalpabili come il nostro passaggio in questo mondo, considerarne le radici e le discendenze, assumere una filosofia che trascende il personale per abbracciare significati più ampi. Vivere in posti che sono esistiti ed esisteranno indipendentemente dal tuo passaggio, aiuta a comprendere concetti astratti ma fondanti come la Storia, il senso civico, la collaborazione, il progresso, la solidarietà. Non a caso le regioni del mondo che sono state nei secoli le più martoriate dai terremoti, sono anche le regioni più povere, non solo di beni materiali, ma anche di valori che spingono al progresso. Chi cresce fra le macerie di ogni cosa che costruisce, non ha infatti la possibilità di concepire concetti apparentemente semplici come futuro, progresso, emancipazione. Il mondo si restringe ad un qui ed ora che non finisce mai, le passate e future generazioni non assumono dimensioni storiche nelle menti di queste sfortunate popolazioni. Il fattore sopravvivenza assume proporzioni gigantesche e si prende tutto lo spazio mentale e le energie psichiche. La povertà di queste zone del pianeta sono il drammatico segno dell'impossibilità di scrivere la Storia e dunque la mancanza forzosa di un progetto.
In questa ottica, la ricostruzione della città de L'Aquila assume connotati di urgenza e spiega tanta della sofferenza di quella gente al vedersi ancora, dopo un anno, circondati da macerie. La vita si è fermata nei suoi valori più profondi e non sarà un tetto qualunque sopra la testa a lenire questa sofferenza, questa perdita.
La simbologia della Pasqua, la resurrezione della Natura e della speranza, spinge con forza a rivolgere in quella direzione, non è retorica ma essenza, tutti i nostri Auguri!

[Carlo Anibaldi - Aprile 2010]

Pubblicato il 4/4/2010 alle 10.42 nella rubrica Diario.

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