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La fucina delle idee

 Da un po' di tempo si sente sempre piu' esprimere il concetto che destra e sinistra pari sono, le distinzioni, si dice, sono altre, basate sul 'fare' e non sui principi. Qualcuno vuol togliere di mezzo i partiti politici e vedere costituirsi associazioni di cittadini 'per fare le cose'. Ovviamente gli apparati di partito fanno muro bipartisan contro queste idee 'qualunquiste' che minacciano le loro galline dalle uova d'oro.
Il fatto che in Italia i partiti politici siano diventati apparati incolori, costosi e disonesti, non dovrebbe cancellare dalla memoria storica di ciascuno il Partito Unico e il non-partito. Proviamo infatti a mettere intorno ad un tavolo anche solo tre persone e un problema da risolvere e constateremo che ci sono sempre almeno due soluzioni, ma spesso di piu'.
Dunque la questione di fondo non è mai stata tra il 'fare' e il 'non fare', ma sul 'come fare'. La politica è l'arte di 'trovare la strada' ed i partiti hanno la funzione di 'fucina delle idee'. Le idee hanno orientamenti di massima che sono stati definiti di destra o di sinistra e definiscono l'habitus mentale di chi propone le soluzioni ai problemi ed il consenso che si raccoglie tra persone dello stesso habitus, o cumulo di esperienze personali e sociali che dir si voglia.
A nessuno sarà possibile uniformare, amalgamare il cumulo di esperienze personali e sociali della gente, dunque rassegnamoci sin d'ora al fatto che, come l'araba fenice, i partiti risorgono dalle loro stesse ceneri, cambiano nome, cambiano leader, ma riprendono vita. Questo non è però da considerare il 'male assoluto', ma l'anima della Democrazia, anche quando i partiti ci deludono.
I partiti politici sono la sede naturale della Fucina delle Idee e, non foss'altro che per questo, non andrebbero ma minacciati di estinzione, poichè il Pensiero Unico non esiste a questo mondo, è solo la chimera dei ciarlatani e degli imbonitori, cui talvolta la Storia ha purtroppo affidato grandi responsabilità, seppur per breve tempo, tempo maledetto.
Come sappiamo, le idee non hanno di per sè una connotazione assoluta: esistono infatti idee giuste al momento sbagliato, idee sbagliate al momento giusto, idee giuste al momento giusto e, infine, idee sbagliate al momento sbagliato. Chi fra di noi ha più di 65-70 anni ha avuto l'avventura di saggiare sulla propria pelle tutta la gamma delle idee. Il Fascismo ed il Nazismo furono, ad esempio, il trionfo di idee sbagliate al momento giusto. Il tripudio delle idee giuste nel momento sbagliato furono invece quelle che animarono le lotte studentesche negli anni '60 e '70, ne approfittarono infatti gli estremisti senza scrupoli. Altro sanguinoso esempio di idee giuste che videro la luce nel momento sbagliato, probabilmente è la delibera dell'ONU del '48, che assegnava la terra araba di Palestina agli ebrei transfughi da mezzo mondo. Anche l'introduzione dell'Euro e l'allargamento della Comunità Europea vanno a costituire il mazzo delle idee giuste prese nel momento sbagiato. Invece le Leggi Razziali del '38 furono un tragico esempio di idea sbagliata presa, per sovrappiù, nel momento peggiore, cioè con i nazisti davanti alle porte di casa.
Il principio che in questi tempi difficili dovrebbe affermarsi, è l'opinione di molti, è quello di difendere piuttosto i partiti dall'irruzione di uomini sbagliati, uomini dalle vedute ristrette, uomini avidi, che in definitiva non hanno fatto mai nulla di buono e che, al contrario, hanno dato dimostrazione di servirsi dei partiti, piuttosto che servirli nel pubblico interesse.
Comunque sia, sono certo che è questa la linea evolutiva, ci sono i segnali di varia provenienza, bisogna solo attendere che i vecchi elefanti di un mondo vecchio si avviino al loro cimitero dorato. Non disperdiamo energie ad illuderci di vederli finire nella polvere, hanno lavorato una vita intera per evitarlo e di certo ci riusciranno. (Carlo Anibaldi - Dicembre 2008)

Pubblicato il 11/12/2008 alle 10.20 nella rubrica Diario.

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