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BLOG DI CARLO ANIBALDI - Come cambia la Democrazia al tempo della Grande Rete
23 luglio 2009
UNA STORIA NORMALE DENTRO UNA STORIA SBAGLIATA
Brano tratto dalle note autobiografiche di Carlo Anibaldi:
UNA STORIA NORMALE DENTRO UNA STORIA SBAGLIATA
Sguardo di un italiano qualunque su mezzo secolo di vite parallele



"..... Alla fine degli anni cinquanta l’affitto di casa incideva per 1/6 dello stipendio e potevi acquistare uno scooter con meno della metà della paga di un operaio e allora furono in molti a pensare che risparmiando sulle spese voluttuarie, che del resto erano ancora assai lontane dalla mentalità comune, si potevano accantonare abbastanza soldi per acquistare un appartamento. E così fu per milioni di italiani che guardavano fiduciosi al futuro.

Queste storie della gente di allora nulla avevano in comune con la reale Storia d’Italia. Già alle prime mosse della neonata Repubblica gli uomini politici già tramavano alle nostre spalle. In questo Paese, fin dagli albori, la gente comune non ha mai avuto rappresentanti nei palazzi del potere. Un Medio Evo che non finisce più.

Al tempo che io ero solo un progetto nella mente dei miei genitori, De Gasperi aveva già svenduto il Paese agli americani. Gli americani di allora erano i soli che potevano darci una mano nella ricostruzione, e ci diedero infatti una grossa mano, ma non per generosità, ovviamente, ma per sottrarre questo Paese nel cuore del Mediterraneo all’influenza sovietica. Questa è una storia risaputa, e molti non hanno nulla da eccepire a questa meritoria mossa politica di De Gasperi di sudditanza all’amico ricco e generoso. Quello che invece non tutti conoscono è il prezzo reale di questa ‘amicizia’ interessata. Quanto ci è costata la Seicento sotto casa e la televisione per tutti è cosa che non sta sui libri di Storia di questo Paese.
Tanto per cominciare De Gasperi fece agli americani tre regali: estromise dal governo di Unità Nazionale i socialisti e i comunisti; consentì agli americani di gestire autonomamente per anni il servizio di intelligence del Paese; diede infine la gestione dei neonati servizi di intelligence della Repubblica a personaggi ‘esperti’ e graditi al grasso amico d’oltre Atlantico, vale a dire alti funzionari del “disciolto” Partito Fascista e della Repubblica di Salò. Parliamo dunque di fascisti doc, con la F maiuscola, non quelli da operetta che sarebbero saliti sul carro più grosso qualunque esso fosse stato.

Furono in quegli anni gettate le basi per la creazione di organizzazioni segrete e parallele a quelle istituzionali, come l'operazione Stay Behind, la rete Gladio e sopra a tutte, l'innominabile, l'Anello, alle dirette dipendenze dei primi ministri che si sono succeduti da allora per decenni. Grazie a queste organizzazioni 'patriottiche' che essenzialmente avevano il compito 'istituzionale' di tener lontani i 'comunisti' dal potere, furono coperti da ‘fedelissimi’ tutti i gangli dei Servizi. Dunque parlare di Servizi deviati, in questo Paese, è un non senso, quasi una sortita spiritosa. Deviati potevano semmai essere solo quei funzionari fedeli alla Costituzione, qualora se ne fosse potuto accidentalmente infiltrare qualcuno.
I ‘misteri d’Italia’ cominciano allora, negli stessi momenti che a ragione possiamo, per altri versi, definire i più alti della Nazione da secoli: la Costituente che scrisse la Costituzione.
Intanto che si scrivevano le regole di un Paese democratico avanzato, con una Costituzione fra le più liberali e attente ai diritti della gente, parallelamente altri funzionari e in qualche caso addirittura gli stessi alti funzionari dello Stato che al pomeriggio si riunivano a creare le regole democratiche, soffocavano il bambino nella culla, instillavano veleno nei meandri della neonata Repubblica stracciona e serva.

Qualcuno, con qualche ragione, afferma che tutto ciò è figlio di quegli anni, degli spettri della Guerra Fredda, del terrore dell’avanzata del comunismo reale, quello sovietico. Darei ragione a queste autorevoli opinioni se non fosse per un particolare non di poco conto: la buona fede muore nel momento che l’Italia uscita dal Fascismo consegna i Servizi di Intelligence ad autentici fascisti, che avrebbero dovuto finire i propri giorni in prigione. Infatti questa decisione, maturata con ogni evidenza nel viaggio di De Gasperi negli USA, fu gravida di conseguenze che ritengo abbiamo scontato fino a tutti gli anni ’80 e forse anche successivamente. Non a caso non ci fu una Norimberga italiana. Non che non ce la meritassimo, ma qualche 'geniale' uomo di potere di quel tempo decise che se ci fossimo davvero liberati dei fascisti, la nuova Repubblica non avrebbe avuto nemmeno un uomo per far funzionare i ministeri, la polizia, l'intelligence. Detto questo, come meravigliarsi della strategia degli opposti estremismi e degli anni delle stragi e dei patti sanguinosi con la mafia se questo è un Paese infiltrato ai più alti livelli fin dai suoi albori repubblicani e democratici, da fascisti militanti o fascisti in pectore (non dimentichiamo che, ad esempio, un titolare di diversi governi nazionali, solo un decennio prima, fu fra i firmatari del Manifesto della Razza)? S'è forse mai visto un vero fascista che abbia a cuore gli interessi e il progresso individuale della gente? In definitiva: cosa c’entrava l’ideologia fascista più nera col contrasto al totalitarismo comunista di quegli anni?

E’ oramai chiaro e di tutta evidenza che quei riveriti ‘padri della Repubblica’ furono in realtà assai miopi. Chi mai penserebbe di liberarsi dei topi con delle tigri in libertà? Chi ci libererà poi delle tigri? Abbiamo avuto una classe dirigente rimbecillita o peggio, oltre che miope, piegata all'amico amerikano e ammiccante l'intatta e mai realmente perseguita gerarchia fascista. Infatti questa classe dirigente ha poi dovuto barcamenarsi per decenni coi bombaroli neri cui aveva dato le ‘chiavi di casa’ e anche con la mafia che reclamava coerenza coi patti. E dunque in pochi passi e un mare di sangue e intrighi, siamo passati dall'attentato a Togliatti all'omicidio di Borsellino, passando per il sabotaggio all'aereo di Enrico Mattei, per la sparizione del giornalista De Mauro, l'uccisione di Pasolini e di Pecorelli. E che dire delle bombe sui treni e nelle piazze? Possibile che solo l'Italia aveva in seno tanti pazzoidi che avevano in tanto odio i loro concittadini? No, certamente no! Non si è mai trattato infatti di squilibrati, ma di trame ordite a tavolino, come mai è accaduto prima in un Paese occidentale avanzato. Ma ve l’immaginate un Churchill o un Eisenhower a trescare con bombaroli e mafiosi? O Adenauer consegnare i Servizi ad ex generali delle SS?

Abbiamo dunque avuto una classe dirigente mediocre e debole e la nostra Storia ne ha risentito a cascata in ogni ordine di istituzione. Non ultima la subordinazione ad uno Stato straniero e per secoli tiranno, sia col popolo che con il pensiero libero: il Vaticano. Tutto questo a dispetto di un popolo fra i più vivaci, intelligenti e creativi del pianeta.

Ai miei 4 lettori che si chiedono e mi chiedono: perchè scaldarsi tanto? E' oramai acqua passata, guardiamo avanti, che c'è tanto da fare.... Ebbene a questi amici rispondo che non si tratta affatto di acqua passata, altrimenti non staremmo qui a parlare di 'misteri d'Italia' e ci sarebbero tanti colpevoli in galera. Non è affatto così, in Italia ancora non si va in galera per queste ragioni. Ancora non si va in galera per aver ordito stragi e 'coperto' omicidi per supposte 'ragioni di Stato'. In barba alle leggi ordinarie e alla Costituzione. Inoltre quei tempi e quei fatti non sono poi così lontani se a tutt'oggi nessun parlamentare si alza a chiederne conto e a chiedere che venga tolto il segreto di Stato a troppi fascicoli. Infine credo che ogni cittadino di media intelligenza, ancorchè bottegaio o professionista o manager in carriera, abbia in odio di non potersi togliere il dubbio di essere stato governato per decenni da una congrega di inetti o addirittura gaglioffi, che è invecchiata fra gli onori e pensioni da nababbi per il merito di averci preso in giro. Infine, ma non ultimo, ci sono questioni che non dovrebbero mai andare in 'prescrizione' nella nostra mente. Dobbiamo infatti considerare seriamente che ci sono persone come Pasolini e De Mauro e altre ancora, che sono morte ammazzate per aver detto queste stesse cose con vent'anni di anticipo sulle risultanze di sentenze e di lavori delle commissioni stragi che si sono succedute senza mai poter carcerare nessuno."

continua....

 




permalink | inviato da carlow il 23/7/2009 alle 18:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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